Istituto Tecnico Agrario "De Sanctis" di Avellino

ITA De Sanctis

 

L’ITA De Sanctis fu fondato, ad Avellino, nel 27 ottobre del 1879, dal Ministro Francesco De Sanctis.
La nascita di una Regia Scuola di Viticoltura aveva l’obiettivo di sollevare le condizioni dell’agricoltura provinciale e soprattutto di promuovere, attraverso l’ausilio degli studi scientifici, la produzione e la diffusione del prodotto vinicolo.

La Regia Scuola Enologica di Avellino acquistò presto una funzione insostituibile nell’economia agricola della provincia preannunciando un futuro ruolo scientifico, più che didattico, anche per le regioni meridionali e per talune realtà dell’Italia Centrale.

Il nome della Scuola Enologica di Avellino rimane indissolubilmente legato agli altissimi contributi scientifici di uomini come: Michele Carlucci, A. Napoleone Berlese, Vittorio Peglion, Livio Sostegni, Francesco Antonio Sannino, Alessandro Trotter, Giulio Paris, Francesco Carpentieri, Vincenzo Prosperi, Profimo Paulsen, Giuseppe Palieri, Luigi Casale, Alfredo Mazzei, che dedicarono con passione la propria scienza alla rinascita ed allo sviluppo di un’agricoltura specializzata.

Un contributo molto forte fu, inoltre dato, dalla nascita del “Giornale di Viticoltura, Enologia ed Agraria”, che costituì un punto di riferimento per tutta la viticoltura meridionale, essendo messaggero delle attività e delle fondamentali ricerche che si producevano nella scuola.

Gli anni successivi alla riforma Gentile ebbero come più vistosa conseguenza quella di una dissoluzione della specificità delle Scuole Enologiche nella più generica riorganizzazione strutturale e didattica degli Istituti tecnici in genere, e degli Istituti agrari in particolare.
Il periodo che si inaugura con l’inizio del terzo decennio del secolo non presenta più, nella vita della Scuola, eventi particolarmente significativi.

Fu, infatti, assegnata agli istituti tecnici in generale una funzione secondaria di supporto, dimenticando quello che il De Sanctis aveva affermato nel 1861: “nella scuola italiana l’istruzione tecnica deve occupare un posto centrale”.

Il 23 novembre del 1980 il terremoto dell’Irpinia compromise seriamente la stabilità dell’edificio (uno dei simboli più vistosi dell’Avellino ottocentesca). I danni furono enormi. Le strutture della fabbrica vennero sconvolte, non meno compromesso risultò il funzionamento delle classi e dell’azienda enologica. L’istituto piombò in una situazione di paralisi. Anche l’edificio della sede succursale di viale Italia era stato reso inagibile dal sisma.

Con l’aiuto prezioso del comune di Avellino, che fornì 12 aule prefabbricate e della provincia di Roma, che dispose il denaro necessario ad affrontare i lavori di salvataggio delle strutture dell’edificio centrale, si costituì la base necessaria, da cui partire, per un ripristino ed uno sviluppo delle attività della scuola.
Immediata fu, invece la costruzione di una nuova sede, moderna e funzionale, per il convitto.

Si riuscirono, così, a sostituire vecchie strutture e vecchi criteri con una visione più adeguata al futuro di una scuola che può e deve avere una funzione di promozione qualitativa per l’economia agraria della provincia.

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